

Forum per una mobilità sostenibile nel lodigiano; il Blog è collegato al sito www.ciclodi.it
Un articolo del Cittadino del 25/07/08 titolava:
Auto in centro, un mezzo sì dal comune
L’ipotesi è ancora tutta da discutere, l’Unione del commercio disposta a sedersi al tavolo per riflettere sulle opportunità.
Si apre uno spiraglio ma solo per l’inverno e nella fascia serale
La notizia era sconcertante. Non si capiva bene di cosa si parlasse.
La foto (sopra, del 1971) presentava un messaggio. Il titolo un altro. L'articolo un altro ancora.
Si parlava infatti di un'apertura della ZTL in orario serale e invernale senza specificare a chi e cosa significasse apertura. L'incontro con il Sindaco Lorenzo Guerini e l'Assessore alla mobilità Simone Uggetti nella nuova sede il 15 luglio scorso andava in tutt'altra direzione.
Abbiamo verificato l'attendibilità della notizia ed è arrivata immediatamente una presa di distanza dall'articolo.
Leggi la smentita pubblicata il 26/07/08.
Siamo contenti dell'impegno dichiarato, ma riteniamo necessario non abbassare la guardia. Crediamo che la foto della piazza di 36 anni fa (sopra) confrontata con quella di oggi (sotto) valga più di tante parole (spesso a vanvera).
Polemica a Verona per un multa inflitta a un ciclista che parlava al telefono mentre pedalava nel
Ciclostaffetta, settembre 2005
In Piazza Vittoria, aprile 2006
Con Pina e Ongaro, aprile 2006
Con Pina e Uggetti, aprile 2006
A Roma, nel novembre 2005 con Pina e Paolo Fabbri
Qualche segno che il periodo attuale non è proprio dei migliori c’era già stato. Sono tutti agitati, al limite di una crisi di nervi, pronti a sbraitare e a lamentarsi. Ecco il testo di una lettera inviata da un “collaboratore comunale” e pubblicata sul quotidiano locale Il Cittadino, intitolata “Cari ciclisti, la mia pazienza sta per finire”
Cari ciclisti, la mia pazienza sta per finire
Spett. redazione, scrivervi mi sembra ridicolo in quanto, essendo un vostro collaboratore, avrei potuto porvi le mie domande direttamente. Non sarebbero state lette però da chi vorrei. Vi chiedo: c’è un motivo particolare che invoglia i ciclisti (non tutti ma molti) a “salire” da Corso Adda; “scendere” per via Lodino; transitare in senso contrario la via Magenta e idem Corso Archinti? Nelle molte altre vie la cosa è comprensibile in quanto non pericolose ma per quelle citate forse bisogna essere in possesso di un “pass” particolare? Sono anch’io un ciclista convinto ma devo giocoforza usare la macchina per un’oretta tutti i giorni per la consegna pasti a domicilio agli anziani e quindi rischio sovente l’incidente con questi ciclisti indisciplinati che tra l’altro si permettono anche di insultare. Quando la mia pazienza sarà terminata saprò io dove mettergli la loro bicicletta. È chiaro che la domanda che vi porgo dovrei farla a qualche vigile magari nelle vicinanze. Quali vigili? Dove sono? Sicuramente avranno da fare cose più importanti. Ossequi a tutti.
Che dire ?
Dalle volgarità e dalle minacce usate ho i miei dubbi che sia un ciclista convinto. Inoltre, un ciclista convinto a Lodi di pazienza è abituato ad averne davvero tanta. E chi è ciclista a Lodi per forza, prima o poi, si troverà a percorrere un senso unico contromano: sono talmente tanti i sensi unici innaturali e che, se seguiti, obbligano a giri tortuosi e molto più pericolosi che è quasi impossibile muoversi per la città senza capitarci. Provare ad esempio a partire da Piazza Vittoria ed arrivare in bicicletta alle sede di Ciclodi-FIAB in Via Legnano 23 senza percorrere sensi unici contromano.
Chi lo sa’, magari un domani anche i ciclisti inizieranno a perdere la pazienza, spaccando i vetri alle auto posteggiate sulle piste ciclabili, i pedoni magari taglieranno i copertoni alle auto sui marciapiedi, i motorini daranno scarpate alle biciclette che procedono in doppia fila, i camioncini faranno a gara per investire i pedoni che attraversano fuori dalle strisce pedonali.
W l’Italia.
Il giudizio di Ciclodi-FIAB allora fu positivo e lo rimane dopo un anno.
La pista ciclabile di San Bassiano è di gran lunga la migliore fra quelle presenti a Lodi (a chi non è d’accordo è consigliato un giro in Viale Pavia o Via Cavallotti…)
Oppure in Via Mazzini in fianco all’edicola il distributore se n’era andato, e la promessa era che lo spazio sarebbe stato destinato al passaggio della ciclabile, per risolvere almeno in parte il problema dei conflitti con i pedoni.
Non sono grandi cose, sono cose che si possono sistemare senza grandi sforzi: il disegno complessivo tiene, il progetto funziona.
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